martedì 10 luglio 2018

Come possiamo coltivare la felicità?


Un bellissimo video di qualche anno fa, realizzato per TED, in cui Matthieu Ricard ci parla di felicità, consapevolezza ed anche di plasticità cerebrale.
Sono disponibili i sottotitoli in italiano. Buona visione! 








domenica 1 luglio 2018

Com'è fatta la vita in cui abiti?


Avete presente il gioco del "Se fosse"?.. Quando si cerca di indovinare l'identità di una persona chiedendo, ad esempio: "Se fosse un film?.. Se fosse un animale?.. Se fosse una canzone?.." eccetera. Senz'altro questo gioco possiamo farlo anche prendendo come soggetto noi stessi (e può essere molto divertente anche confrontare la nostra versione, ad esempio, con quella che ci possono fornire le persone a noi vicine), provando a scoprire quali sono le immagini e gli elementi in cui ci riconosciamo in questo momento della nostra vita; forse un po' più difficile, ma non meno interessante, è provare ad esplorare proprio la vita che stiamo vivendo, nello stesso modo.

"Esplorare" richiama l'idea di spazio, di un percorso attraverso luoghi diversi. E in effetti la nostra vita è fatta di ambiti differenti, nei quali mettiamo cose diverse, per i quali facciamo scelte, a cui dedichiamo una certa quantità di tempo ed energie, a cui diamo la nostra "impronta" personale... Pensando questo mi è venuta subito in mente l'immagine della piantina di una casa, e mi sono quindi chiesta: "E se la mia vita fosse una casa? Come sarebbe fatta la sua piantina, quante stanze avrebbe? A cosa sarebbero "dedicate" queste stanze?".

Provate, se volete, a disegnare innanzitutto la piantina della vostra casa/vita proprio partendo da queste domande. Pensate a quali sono gli ambiti in cui vi muovete tutti i giorni, a quali sono le "stanze" che occupate, a volte solo per poco tempo, altre per la maggior parte della vostra giornata. Cercate di fare attenzione a rispettare le proporzioni che questi spazi hanno realmente per voi, e quindi concentratevi su quanto li ritenete effettivamente importanti, per capire quale dimensione dare a ciascuna stanza. Scegliete un nome che identifichi ognuna di esse in maniera chiara.


A questo punto potreste già aver fatto qualche scoperta interessante: magari le stanze che avete disegnato possono sembrarvi poche, o al contrario più di quante vi sareste aspettati: forse potreste notare che gli spazi sono di dimensioni tra loro simili, a significare che per voi sono tutti importanti più o meno allo stesso modo, oppure che sono diverse le zone meno rilevanti, in cui passate comunque del tempo e a cui dedicate delle energie... Ed in in cui magari le vostre energie vi sembra di disperderle.

Osservate per un attimo il disegno e domandatevi: "Questi spazi corrispondono effettivamente a quello che desidero ci sia nella mia casa/vita? Ho scelto e voglio scegliere anche oggi di dedicare tempo, energie, pensieri ed azioni concrete a queste stesse cose, o forse sto abitando in una casa in cui non mi riconosco davvero del tutto, ed in cui qualche stanza è quasi dimenticata e piena di ragnatele? Se potessi ricostruire oggi questa casa e disegnarla non per rappresentarla nel modo in cui la vedo ora, ma nel modo in cui vorrei che fosse, sarebbe diversa?".

Prendiamoci un attimo per riflettere su questo punto. Nessuno meglio di noi sa cosa c'è dentro la sua casa. Qualche stanza avrà dentro tante persone, molti ricordi accumulati nel tempo; forse ci sarà invece qualche stanza che avrà lo stesso nome di una sola persona per noi particolarmente importante. Ci saranno spazi che immaginiamo quasi vuoti, molto colorati, con poca luce o al contrario pieni di sole... Zone decisamente animate, ed altre tranquille e silenziose. Proviamo allora a fare un tuffo ancora più in profondità ed "entriamo" in sequenza in ogni stanza, osservandola con gli occhi della nostra mente. Ponendo attenzione ai particolari ed alle differenze che elencavo in queste ultime righe, ogni volta che esploriamo uno spazio diverso chiediamoci:


  • "Quali colori vedo? Sono caldi o freddi? Che sensazione mi danno? Mi sento in uno spazio luminoso o mi sembra che manchi luce? Riesco a capire quale temperatura c'è in questa stanza, e se mi fa sentire a mio agio?".
  • "Questa stanza mi sembra in ordine, o al contrario c'è confusione? Ci sono molti oggetti o posso muovermi agevolmente senza rischiare di urtare contro qualcosa ogni momento? Che tipo di cose posso trovare? Com'è arredata la stanza, con quali materiali? Mi piace quello che vedo?".
  • "Quali sono esattamente le persone che passano più tempo insieme a me in questa stanza, se ce ne sono? Quanto sto bene con ciascuna di loro? Vorrei che ci fosse qualcun altro in particolare, o che qualcuno se ne andasse da qui?".
  • "Se provo a fermarmi per qualche minuto in questo spazio, sento il bisogno di uscirne il prima possibile, mi sento a disagio, o al contrario non ho difficoltà a starci anche a lungo? Trovo che sia una stanza per me comoda, in cui posso ricaricarmi di energie e provare benessere? Quali sono gli elementi che mi fanno stare bene?".
  • "Ci sono delle cose che cambierei in questa stanza? Cose che magari butterei via, o che dovrei sostituire? Ci sono oggetti rotti, o zone che mi sembrano da pulire? Ci sono elementi che aggiungerei per stare meglio in questo spazio?".


Fate questo lavoro per ogni stanza, con calma. Dedicatevi ad osservare e poi a "riprogettare" ciascuno degli spazi in cui vi muovete, come lo desiderate. Scegliete ciò che per voi è davvero importante: è un gioco, avete la massima libertà, è la vostra casa/vita. Potete disegnare esattamente quella che più vi somiglia, e... Il bello di questo gioco è che potete scegliere di viverci per davvero.

lunedì 14 maggio 2018

"Addomestica" il tuo critico interiore

Un esercizio per affrontare quella fastidiosa vocina nella tua testa

Quando ti predisponi alla pratica della meditazione, prova a portare la tua attenzione sul tuo "critico interiore", quella voce che ti accompagna e sovente si fa sentire mentre agisci nella tua vita quotidiana. Se ti va, dai a questa voce anche un nome che la identifichi (per es. Brontolo).

  1. Chiediti: "Se qualcuno fosse effettivamente in piedi accanto a me e commentasse ciò che faccio e dico proprio come fa il mio critico interiore, come gestirei la cosa?" Probabilmente risponderesti con qualcosa del tipo: "Grazie delle tue osservazioni, ma ho proprio altro da fare adesso".
  2. Non farti "risucchiare" nel dibattito, ed ogni volta che noti la presenza del ​​critico interiore scegli di fare una pausa.
  3. Inspirando, riconosci la voce delle critiche e qualsiasi cosa implichi in te o nel tuo stato emotivo. Riconosci quell'esperienza senza cercare di bandirla o razionalizzarla. Permettiti di dirti: "Ecco come mi sento adesso: stanco, insicuro e arrabbiato".
  4. Espirando, lascia andare. Invece di metterti a lottare con l'auto-giudizio, guardalo per quello che è, e rivolgi la tua attenzione verso una direzione più utile. Concentrati solo sulla sensazione di respirare meglio che puoi, senza sforzarti o forzare nulla.
  5. Augura a te stesso ogni bene, come se fossi un tuo amico intimo che si trova in difficoltà. Con ogni espirazione dai forma ad un'immagine di libertà, sollievo e leggerezza, trasformandola in un'intenzione per il momento presente e per il prossimo futuro.

Fonte: "A Basic Meditation To Tame Your Inner Critic" di Mark Bertin, pubblicato il 9 maggio 2016 su mindful.org