domenica 3 novembre 2019

I pensieri non sono fatti


Quando riusciamo ad inserire uno spazio tra noi stessi e le nostre reazioni, il rapporto che abbiamo con i nostri pensieri cambia: possiamo riuscire ad osservarli andare e venire, invece di trattarli come fatti.

Quando ci troviamo bloccati su un pensiero negativo, proviamo a chiederci:


La prossima volta che la tua mente si metterà a saltare alle conclusioni, portandoti sempre più giù in una spirale di depressione o ansia, controlla e prova a notare dove si trovava la tua testa nel momento in cui ha formulato proprio quell'interpretazione.

Prova ad immaginare questa situazione: stai aspettando in un corridoio, e nel frattempo la tua mente vaga attorno al pensiero di quanto la giornata sia stata pessima e di quanto la tua vita non sembri muoversi nella direzione che vorresti. Ad un certo punto vedi passare una tua amica ed alzi la mano per salutarla, ma lei tira dritto guardando un punto indefinito al di là di dove ti trovi... Ora prenditi un momento per capire cosa potrebbe essere successo nella tua mente, prima di proseguire la lettura:

Vari pensieri possono essere sorti in connessione con emozioni spiacevoli:

"Che cosa avrò fatto di sbagliato?"
"Non valgo niente"
"Lo sapevo, non piaccio a nessuno"
"Che diavolo ha contro di me?"
"Non capisco, che succede?"

Proviamo adesso ad immaginare un diverso scenario iniziale: il tuo capo ti ha appena detto che hai fatto davvero un lavoro fantastico, avrai un aumento di stipendio ed anche una settimana di vacanza-premio. Mentre pensi a questa magnifica notizia e la tua mente già è presa ad immaginare in quanti e quali modi migliorerà la tua vita, ecco che vedi passare la tua amica e sollevi la mano per dirle ciao, ma lei continua a camminare dritta per la sua strada senza dar segno di averti visto.

Ora, cosa ti viene in mente?
Molte persone potrebbero avere, in questo caso, un punto di vista alternativo:

"Che strano, forse ha qualcosa che non va"
"Mi chiedo se stia bene"
"Forse non mi ha visto"
"Va sempre di fretta..."

Stesso evento, diverso antecedente ed umore "precipitante", interpretazioni diverse.

Le conclusioni: i pensieri, semplicemente, non sono fatti, ma eventi mentali generati dal nostro cervello ed influenzati dal nostro umore. Nel primo caso che abbiamo esaminato, l'evento precedente ha portato l'umore ad essere depresso e quindi a pensieri congruenti con questo tipo di umore.

La prossima volta che la tua mente salta alle conclusioni, facendoti sperimentare ansia, rabbia o tristezza, prova a capire dove si trovava la tua stessa mente nel momento in cui formulava quell'interpretazione. Cos'è accaduto prima? Potrai trovare degli indizi sul perché hai sentito proprio quell'emozione e hai avuto proprio quello specifico pensiero, e non un altro.

Fonte: "Thoughts are not facts" di Elisha Goldstein, pubblicato il 7 gennaio 2016 su mindful.org

martedì 24 settembre 2019

Perché siamo destinati ad essere soli


Una bella riflessione sulla solitudine, sull'empatia, sul modo in cui comunichiamo con gli altri (disponibili i sottotitoli in italiano).


domenica 15 settembre 2019

S.P.I.M. Settimana di Prevenzione dell'Invecchiamento Mentale


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