domenica 18 febbraio 2024
lunedì 7 agosto 2023
Sei un bullo o un amico per te stesso?
“L’amicizia verso se stessi è importante, perché senza di essa non si può essere amici di nessun altro al mondo”. (Eleanor Roosevelt)
Quando non siamo pienamente consapevoli di ciò che abitualmente diciamo a noi stessi, accade che in maniera del tutto automatica una sequenza di auto-affermazioni di tipo negativo e critico emergano e si colleghino l’una all’altra formando un dialogo interno spesso impulsivo, polemico, anche aggressivo e manipolatorio.
Questo avviene proprio quando avremmo maggiormente bisogno di un aiuto, ovvero quando un particolare evento (interno o esterno) tocca un nostro “punto debole”, una nostra antica ferita, risvegliando una parte di noi che in passato ha già sofferto e che rivive, nel momento presente, lo stesso dolore. La nostra voce interna, invece di essere amichevole ed incoraggiante, diventa quella di un bullo che ci affossa, ci elenca tutto gli errori che abbiamo fatto, ci giudica e prevede per noi soltanto fallimenti.
➨Proviamo a riflettere innanzitutto su quali siano le caratteristiche che tendiamo a vedere in modo negativo in noi stessi e per le quali, dentro di noi, ci critichiamo costantemente.
➨Scriviamo alcune delle frasi che, proprio come un bullo, utilizziamo per auto-aggredirci e giudicarci: prendiamo consapevolezza del tono della nostra voce interna, cerchiamo di essere accurati nel riportare ciò che ci diciamo. Facciamo attenzione a quali aggettivi usiamo, a come ci auto-definiamo.
➨Ora proviamo ad immaginare: se sentissimo rivolgere queste critiche e questi giudizi spietati ad un nostro caro amico, cosa diremmo? E se qualcuno che ci vuole bene sentisse rivolgere le stesse frasi a noi, come interverrebbe? Con quali parole, con quale atteggiamento?
➨Possiamo formulare a noi stessi una promessa, ovvero quella di trasformare il nostro dialogo interno da prepotente e critico ad amichevole e gentile? (Proviamo a scrivere questa promessa e conserviamola).
➨Riflettiamo infine su quali siano le parole, il tono, le emozioni a cui dobbiamo prestare attenzione per mantenere questa promessa con noi stessi e, giorno per giorno, imparare a parlarci come farebbe qualcuno che ci ama.
(Fonte: The Self-Love Workbook. A life-changing guide to boost self-esteem, recognize your worth and find genuine happiness, di Shainna Ali)
venerdì 22 maggio 2020
sabato 15 settembre 2018
giovedì 16 agosto 2018
lunedì 27 febbraio 2017
Alla ricerca della perfezione
- la tirannia dei devo,
- l'abitudine di richiedere a se stessi oppure agli altri un livello di prestazione più elevato di quello effettivamente richiesto dalla situazione,
- l'avere standard che vanno oltre le proprie possibilità, che corrispondono ad obiettivi impossibili,
- la tendenza a credere che per ogni problema esista una soluzione perfetta,
- la convinzione che sia possibile agire senza compiere errori e che anche un minimo errore possa avere conseguenze molto gravi.
- Le persone perfezioniste, valutando se stesse a partire da un singolo ambito (dominio), rischiano che, qualora non riuscissero a raggiungere i loro standard troppo elevati, possa crollare il loro intero sistema di autovalutazione; va poi sottolineato che in alcuni domini è effettivamente impossibile avere risultati sempre positivi (per es. nello sport), e che concentrandosi su un solo campo questi soggetti riducono l'orizzonte dei propri interessi, rinunciando ad investire in altri ambiti importanti per la propria vita.
- Le conseguenze negative del perfezionismo (isolamento, ansia, limitazione delle attività piacevoli, stanchezza, tensione muscolare, scarsa concentrazione, bassa autostima ecc.) vengono "sopportate" perché in qualche modo rappresentano per la persona una prova dello sforzo effettuato per raggiungere gli standard.
- I suggerimenti degli altri in merito alla necessità di riposarsi e di "accontentarsi" vengono ignorati, e si continua necessariamente a perseguire gli standard che ci si è autoimposti.
- Gli standard non sono solo molto esigenti, ma vengono via via innalzati.
- Per la persona perfezionista non è importante solo il raggiungimento dell'obiettivo, ma anche e sempre la quantità d'impegno posto nell'inseguire la meta; se un determinato ambito non richiede un grande impegno, questo è senz'altro poco attraente.
- Gli standard elevati vengono applicati ad ambiti di vita che hanno un particolare significato, una rilevanza per quel soggetto, non a tutti gli ambiti in maniera indiscriminata (possiamo così avere per esempio casi di persone esigenti in maniera assoluta sul lavoro, ma completamente disinteressate/trascurate in ambito domestico).




